Filmografia, Musica e Teatro Emigrante

 

 Celebre è il testo di “Ciao amore” di Luigi Tenco, molto forte e toccante in alcuni spezzoni…

 

[…]La solita strada

 Bianca come il sale

Il grano da crescere

I campi da arare;

guardare ogni giorno

se piove o c’è il sole

per sapere se domani

si vive o si muore

e un bel giorno dire basta

e andare via […]

 

In questi pochi versi, ma significativi,  l’autore sottoilinea come i nostri anziani parenti non avessero la sicurezza di ciò che avrebbero avuto da mangiare il giorno dopo, la precarietà della loro vita (…per sapere se domani si vive o si muore…); ed è proprio questa loro precarietà che li costringe a dire “…basta e andare via…”,andare via da quella insicurezza alla ricerca di una maggiore stabilità e comodità di vita.

 

[…] Non sapere fare niente,

in un mondo che sa tutto;

e non avere un soldo

nemmeno per tornare.[…]

 

Queste frasi evidenziano le aspettative vissute dai nostri emigranti ,e la povertà sempre presente, oltre che materiale diventava una povertà d’animo per la lontanaza e la mancanza di affetti abbandonati nelle propria Terra.(… e non avere un soldo nemmeno per tornare …)

 

 L’emigrazione, come detto anche precedentemente, aveva anche un carattere interno, a causa dello spostamento di masse di genti dalle regioni del Sud Italia verso regioni del Settentrione. A tal proposito va ricordato il testo di “Il treno che viene dal Sud” di Sergio Endrigo.

 

[…] Il treno che viene dal Sud

Non porta solo Marie

Con le labbra di corallo

e gli occhi grando così.

Porta gente, gente nata

Fra gli ulivi, porta gente che va a

Scordare il sole,

ma è caldo il pane,

lassù nel Nord. […]

 

Questo è uno dei passi che coinvolge di più noi meridionali. In questi versi traspare il pathos dei cittadini provenienti dal sud (…gente nata Fra gli ulivi…); e sottolinea quale sia la causa che li spinge a fuggire dalla loro terra: la fame; inoltre a tal proposito Tenco paragona il calore del sole nel Mezzogiorno al calore del pane nel Nord, ma con un’unica differenza: il primo riscalda, il secondo riempe la pancia, che nel senso metaforico oggi mostra una pienezza e sazietà. (…Scordare il sole,ma è caldo il pane,lassù nel Nord…).

 

[…] Senza amore è più dura

La fatica

Ma la notte è un sogno

Sempre uguale:

avrò una casa,

per te e per me. […]

 

Ancora una volta è sottolineata una delle aspettative degli emigranti: quella di tornare nella propria Terra dai propri cari per vivere in un casa in modo più agiato. Questa è la promessa, più che altro un augurio personale, che gli uomini partenti fanno alle loro mogli, ai loro figli, ai loro genitori, quella di tornare con un bel gruzzoletto per poi  vivere l’anzianità in modo tranquillo, senza la costante preoccupazione su come procurarsi il cibo per il giorno dopo.

 

Un classico brano che non può non essere citato è “Mamma mia dammi cento lire..”, testo di tradizione popolare e molto significativo.

 

Mamma mia dammi cento lire

Che in America voglio andar

Cento lire te le do, ma l’America no no no…

 

Oltre alle rimarchevoli “cento lire” che servivano allora per il viaggio, evidenzia l’angoscia della mamma conscia che, partito il figlio, difficilmente l’avrebbe rivisto. Ma molte mamme non riescono a fermare il proprio figlio, che di alternative alla fame nella sua Terra ne trova ben poche.

 Luigi Congedo

 

 

 Anche nell'ambito cinematografico spicca il tema dell'emigrazione:


Presentazione Gruppo Filmico Teatrale

Film sull'emigrazione italiana

In ordine cronologico ricordiamo:

  • Il cammino della speranza (1950) di Pietro Germi con Raf Vallone
  • I magliari (1959) di Francesco Rosi con Alberto Sordi: storia di emigrati in Germania
  • Siamo italiani di Alexander J. Seiler coadiuvato da Rob Gnant e June Kovach, CH 1964
  • Il gaucho (1964), commedia all'italiana che considera anche gli emigrati italiani in Argentina; protagonisti: Vittorio Gassman, Amedeo Nazzari e Nino Manfredi
  • Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971), film di Luigi Zampa con Alberto Sordi e Claudia Cardinale
  • Sacco e Vanzetti (film 1971) di Giuliano Montaldo con Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla
  • Pane e cioccolata (1973), soggetto e sceneggiatura di Franco Brusati, con la straordinaria interpretazione di Nino Manfredi.
  • Emigration di Nino Jacusso, CH 1978
  • I fabbricasvizzeri (1978) di Rolf Lyssy: film satirico sull'integrazione forzata
  • Alamanya Alamanya, Germania Germania di Hans Andreas Guttner, D 1979
  • Ritorno a casa di Nino Jacusso, CH 1980
  • China Girl (1987) di Abel Ferrara: storia di emigrati in USA dei quali uno si fidanza con una ragazza cinese
  • Mamma Lucia (miniserie) (1988), miniserie televisiva prodotta in USA tratta dall'omonimo romanzo di Mario Puzo, regia di S.Cooper
  • Fa' la cosa giusta (1989) di Spike Lee interpretato dallo stesso regista con Danny Aiello e John Turturro: storia di conflitto etnico tra italoamericani e afroamericani di New York
  • Nel continente nero (1993), commedia che considera anche gli emigrati italiani in Kenya; protagonista: Diego Abatantuono
  • Lo zio d'America (1994)
  • Il barbiere di Rio (1996), commedia che considera anche gli emigrati italiani in Brasile; protagonista: Diego Abatantuono
  • Terra Nostra (1999), telenovela prodotta in Brasile
  • Azzurro (film) (2001), regia di Denis Rabaglia con Paolo Villaggio.
  • Come l'America (2001), miniserie televisiva della RAI con Sabrina Ferilli: storia di emigranti dal Polesine in Canada dopo l'alluvione del 1951
  • Vento di settembre (2002), di Alexander J.Seiler
  • Marcinelle (miniserie)2003, miniserie televisiva della RAI sul disastro di Marcinelle
  • La terra del ritorno  2004, miniserie televisiva di mediaset con Sophia Loren e Sabrina Ferilli: storia di emigranti in Canada
  • Sacco e Vanzetti (miniserie) (2005) di Fabrizio Costa con Ennio Fantastichini e Sergio Rubini prodotta da mediaset
  • Monongah, Marcinelle americana (2006), documentario del più grave incidente sul lavoro della storia statunitense che è pure il più luttuoso disastro nella storia dei minatori italiani emigrati
  • Nuovomondo di Emanuele Crialese, IT 2006; 120 min., I.T/f, 16 mm, a colori; distribuzione: 01 Distribution. L'emigrazione italiana durante il ventesimo secolo raccontata attraverso le vicende di una famiglia siciliana, i Mancuso.
  • Merica di F.Ferrone, M.Manzolini, F.Ragazzi, IT 2007; 65 min., distribuzione Carta-Cantieri Sociali. Documentario sull'emigrazione italiana in Brasile e sull'immigrazione di rientro dei brasiliani in Italia.

 

 

Mi Spari
 
Mi spari, faccia pure.
Io non ho paura...Non ho niente da perdere, in fin dei conti...
Avrò solo un rimorso, oltre a quello di non tornare più nella mia Itaca...
Affranto mi renderà il fatto che il caotico vento di Eolo e che le sirene, cantando i fischi delle bombe, mi abbiano condotto al cospetto di una cosa, una cosa con una pistola e ...e con una divisa.
Beh, vede, non so attribuirle un nome perchè essa è inanimata, ma è in grado di rispondere agli ordini della bandiera, e dei suoi superiori, quindi non saprei come definirla...
Ah, ecco. Si potrebbe definire un robot ma, signor Colonnello, non c'è onore nel farsi eliminare da un robot, che probabilmente dimenticherà di averlo fatto: credo che la sua RAM sia troppo sazia di sangue e morti ... Viva da uomo, signor Colonnello, parli con gli occhi e non con la pistola ...E adesso spari, spari pure.
 
Lorenzo Augusto Prete
 
 
Fumo e Ricordi
(Io e te, Destino)
 
 
 
 
Destino, abita per una volta sola la mia anima e respira nei miei occhi, non ti prenderò mai...
Arrivo troppo tardi o troppo presto e non ti controllo, destino implacabile e perfetto nella tua autonomia:
Sei come il Sole, vai ovenque e lesto e non aspetti me, un'insegna al neon intermittente,troppo scomoda anche per esistere.
Ma adesso mi spoglio, butto via la corteccia, e allontano la mia vita, con la quale mi hai giocato come un dado.
Le mie braccia diventeranno l'astratto e la smetterai, e il mio corpo il cosmo perchè ti possa abbracciare.
Io Crono e tu la mia Gea, nella certezza che la morte ci complementerà per sempre in un monade dove non ci sono vinti e vincitori.
Penserai di vincere su di me quando riuscirai a mandare in rete la mia vita, ma sarà il tuo ultimo goal. Dopo non vincerai più e riposerò con te, destino, io e te in un mucchio di fumo e ricordi.
E cercheremo un nuovo corpo, per giocare un'altra partita.
 
 Lorenzo Augusto Prete
 
 
 
 
UNA STORIA VERA
Leggerete la storia di un uomo che pensa di essere padrone della sua vita, ma la perde di mano in poco meno di 24 ore …
 
MEDIA RES
R: Erik, svelto dai! O perderemo la “Salus” …
E: Un attimo … mi si è bloccato il piede in una tagliola … credo … sto sanguinando troppo … rischio l’emorragia
R: Tieni … legatela bene alla caviglia o farai una brutta fine …
(Bang!Bang!Bang!)
R: Ahaaaa!
E: Brutti figli di puttana …
R: Corri … Corri Erik … Obbedisci! Corri o prenderanno anche te … Io me la caverò
E: Perdonami Robert … Perdonami …
R: Corri idiota … Ci rivedremo prima o poi!
 
E: Ecco la nave … Ho anche il biglietto di Robert …
CAP: Si affrettino gli ultimi. Tra 5 minuti salpiamo!
E: Tenga il biglietto!
K: Perfetto … Appena in tempo, benvenuto a bordo fratello …
E: La ringrazio … quali stanze sono ancora libere?
K: La 25 … la 102 … e la 17.
 
E: E’ libero?
S: Sì, si accomodi pure … E’ uno degli ultimi posti liberi …
E: La ringrazio … Salve, Erik Tantalos.
S: Sarah Smith, piacere mio.
E: Siete straniera?
S: Mio padre: nobile famiglia inglese … Mia madre, invece, è di Tirana. Sono vissuta in Inghilterra i primi 7 anni della mia vita … Poi mio padre è morto e sono giunta in Albania, con mia madre.
E: Non gliel’ha fatta fare nessuno … si fidi … altrimenti lei non salperebbe insieme a noi albanesi, o no?
S: Sì, è vero. Effettivamente è una situazione difficile quella che vivete in Albania, ma sono qui da 18 anni e mi fa male abbandonare nuovamente il mio paese.
E: Hanno ucciso Robert Kiryu, il capo anti – dittatoriale, ho vissuto la mia vita insieme a lui. Io sono di origine strani … Mio nonno era greco … Mi sento albanese, comunque, e fiero di esserlo. Sono nato qui e …
S: E sei un  rivoluzionario che non vedono l’ora di far fuori a suon di mitragliette … Io fuggo perché sono straniera … Non ho altra via d’uscita … O la fuga … o la morte …
(Erik si addormenta)
 
FLASHBACK
M: Erik, ricordi quando giocavi a pallone qua vicino … Una volta ti sbucciasti il ginocchio …
E: E tu mi curasti senza dire niente a papà …
R: Poi l’ho detto io a tuo padre, però!
E: Disgraziato! L’hai fatto solo per farmi ripicca!
R: Non mi volevi restituire le biglie!
E: No, erano mie … e me le son riprese!
V: Dai ragazzi, litigate come due bambini! Robert, faresti bene a fare la spesa insieme ad Erik, sempre se la finisci di mangiare pasta cruda prima che io possa cucinarla!
M: Ogni volta la stessa storia … Litigano, litigano e chiude la bottega.
R: Dai Erik, andiamo! Tua moglie sembra la tua mammina!
E: La gelosia ti mangia … Te la sogni una ragazza come la mia Vicky … Un fisico stupendo …
 
R: Erik, muoviti … voglio vedere la faccia di tua madre quando le dico che non abbiamo il resto …
E: Su, entra! Mammaa!?Mammaa!?Vicky!?
R: Ahaaaaaahhaaaaaaa
E: Cos’è stato?
R: Gua … gua … gua … guarda in cucina
E: Nooooooo
R: Sono venuti! Sono stati loro! Bastardi! Sono stati loro!
E: Vicky! Vicky! Rispondi, sono io! Mamma, rispondimi mamma!
SOL: Comandante, sono arrivati due uomini.
E: Bastardi! Drrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!
COM: Soldato Scanu! Soldato Scanu!
Drrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!
R: Cazzo Erik, gli hai fatti fuori tutti e due!
E: Hanno fatto fuori i miei, perché io sono un ribelle … Ed io continuo ad esserlo!
R: Dobbiamo scappare! Dobbiamo scappare Erik!
E: No, io vado al Partito Comunista … Organizziamo un’ altra sommossa!
R: Taci! Alle 4.50 di questa notte parte la “Salus”, l’ultima nave per l’Italia … Prenderemo quella … Io vado a fare i biglietti. Alle 7 e mezzo in piazza Fyssas.
E: No, Robert, smettila! Preferisco morire …
R: Hai parlato troppo al convegno … e te l’hanno fatta pagare!
E: Vai Robert. Io rimango qui.
R: Se resti non mi rivedrai mai più!
E: Va bene. Fammi pensare. Se alle 7 e mezzo non ci sono puoi anche partire da solo …
R: Non scherzare. Tu verrai con me: non prenderemo mezzi, sono controllati, ma attraverseremo a piedi Corso Epìro e proseguiremo per la selva. Se ci viene buona
E: Alle 7 e mezzo allora. Ma io ritornerò Robert, io ritornerò … un giorno …
 
FINE  FLASHBACK
S: Erik?Erik?Ti sei svegliato, dormiglione!
E: Sarah? Sarah Smith?!
S: Adesso fa anche il formale … Hai dormito tutta la notte sulle mie gambe …
E: Mi dispiace … Scusami … Ti offro la colazione?
S: Caffè e cornetto va più che bene
E: Quant’ è?
X: 3£
E: Aumentate i prezzi ogni mezz’ora! Siete dei truffatori!
S: Erik, Erik … osserva il mare … Ci circonda interamente … E’ stupendo …  Il conducente ha annunciato l’arrivo tra ¾ d’ora circa …
E: Mi hanno strappato anche la patria …
S: Ma hai trovato me
E: Una donna inglese di straordinaria bellezza che non sa come fare a levarsi di dosso un albanese dormiente con l’aspetto di un barbone
S: Che sviolinate … Non sapevo che gli albanesi fossero così sarcastici …
E: Dai, dicevo sul serio … Non posso fare a meno di dire che affascini
S: Hai degli occhi bellissimi …
E: Anche tu hai degli occ …
(Erik e Sarah si baciano)
S: Sai, nel sonno nominavi Robert e una certa Vicky …
E: Mia moglie, che è morta … Sai era bellissima … Le assomigli molto
S: Mi dispiace … Se vuoi sarebbe meglio se noi …
E: No penso di aver trovato una bella persona, mi ha fatto piacere stare con te e vorrei che tutto ciò continuasse … e il nostro bacio è stato spontaneo …
S: Sì, è vero. Potremmo tenerci compagnia una volta appiedati in Italia … Non ho nessuno che mi aspetta …
E: Neanch’io. Sono allo sbando, nelle mani del fato …
 
Dopo 5 anni …
S: Erik, vai a prendere Daniele da scuola. Io vado all’azienda.
E: Io attraverso mezza Roma e tu pensi di gestire da sola 20.000 dei miei dipendenti.
S: Dei nostri dipendenti …
E: Vabbè, lasciamo perdere.
S: Ti amo.
E: Sembra ieri … Sembra ieri che ci siamo conosciuti su quella nave e abbiamo già un piccolo, siamo sposati … a Roma … e siamo i proprietari della più grande agenzia automobilistica italiana.
S: E l’Albania? Ora le cose vanno meglio … E’ caduta la dittatura …
E: Ci faremo un pensierino …

 

Sito web gratis da Beepworld
 
L'autore di questa pagina è responsabile per il contenuto in modo esclusivo!
Per contattarlo utilizza questo form!