Lettere

 

...Lettera di un marito guardiacostiera alla moglie che non vede da tempo...

 

 

 Ciao Laura,
come va? Qui non tanto bene, comincio a stancarmi, sono stufo di questa situazione.
Ogni giorno ormai, da più di una settimana, sbarcano nuovi immigrati, centinaia ogni volta,
fra donne uomini e bambini, non ci sono limiti. Arrivano, SE arrivano, su navi che rischiano più
di affondare che di giungere a destinazione. Ogni giorno il mare è inquinato da cadaveri, che hanno
visto infrangersi il loro sogno insieme alla chiglia della nave, che giace con loro sul fondo del mare.
I pochi fortunati ad arrivare, giungono in condizioni pessime, e molte volte muoiono nei nostri ospedali;
ora io mi domando: perché? Perché morire per cercare di avere una vita migliore? Non ne vale la pena.
Si viene qui per avere un nuovo inizio, ma molto spesso vi è solo una spietata fine, e allora perché iniziare
un viaggio se non si ha la certezza di arrivare a destinazione?Lascio a te il duro compito di darmi una
risposta, sperando che finalmente un giorno, tutto questo possa finire.
 
 
Gaballo Alessandro
 
 
 
Amore mio...Ti scrivo perché questo è l' unico modo che mi rende più vicino a te...Non so neanche quando riuscirò a mandarti questa lettera in modo da farti avere mie notizie...Immagino quanto tu sia in pensiero...Cerca di essere forte per me...Muoio dalla voglia di sentire la tua voce,il tuo profumo,le tue mani che mi accarezzano...Di vedere i tuoi occhi,il tuo volto...Di accarezzare la tua pelle delicata...Non patisco tanto la fame,il freddo...Quanto la tua mancanza...È un agonia senza fine non poterti ne vedere ne sentire...Mi trovo seduto per terra,tra l'acqua e la salsedine del mare che fa penetrare ancora più il freddo in me...Continuo a guardare la tua foto...È l unica cosa che mi strappa un sorriso...Non sai che darei per averti qui ora anche se in un luogo simile non vorrei mai vedere te nonostante la voglia matta che ho di abbracciarti...Mi consolo pensando che sono lontano da te perché ti amo troppo,a tal punto da rischiare tutto pur di provare a darti il futuro che tu meriti...Non m piace vederti vestita di stracci,mangiare la miseria
che c'è nel nostro stipo...Ma ora,qui,tra questa gente disperata,non ho più certezze su ciò che troverò,che riuscirò a fare...Il mio sogno sarebbe trovare un buon lavoro ed avere i soldi per comprarti un biglietto aereo per farti arrivare da me...Non perdo la speranza però,come mi hai detto tu dobbiamo essere positivi anche se è davvero difficile esserlo...Quei giorni trascorsi insieme sono stati un sogno,forse proprio per questo ora mi manchi così tanto...Almeno abbiamo conorato il sogno della nostra vita...E ancora devo abituarmi a sentirm dire:"Tua moglie come sta?" fino a prima eri la mia ragazza,ora invece sei la mia donna e sposa...Amore mio tu pensami sempre e sii forte...Ricordati che sei al centro dei miei pensieri e quello che faccio è per noi,per non vivere nella miseria...E ci riusciremo...Io ti sono vicino sempre...Abbi fiducia in me...Ti giuro
amore infinito...
Bacioni...
 
Manco Martina
 
 
 
Cara Maria,
è già arrivato il giorno tanto temuto. Lascio la mia terra.
Lascio il mio passato, i miei ricordi, la mia gente, il mio paese, che è quanto di più possa amare...
lascio la mia famiglia che è stata la mia unica felicità...
Addio.
In questo momento mi trovo su una piccola imbarcazione. C'è molta gente qui. Siamo tutti ammassati, uno accanto all'altro e quasi non trovo posto per scrivere questa lettera.
Non capisco...non capisco molte cose...dove siamo di preciso, dove andremo, perchè siamo qui...mi sento spaesato...l'unica cosa che so è che stiamo andando lontano da casa, in un luogo del quale non conosco neppure il nome...
Provo dispiacere nel vedere i volti degli uomini che mi stanno attorno. I loro volti sono affranti, distrutti dalla tristezza, che tanto più si fa vedere nei volti di coloro che non hanno neppure una famiglia a cui scrivere.
Mi viene da piangere solo al pensiero che non possa vederti mai più, di non poter più toccare le tue dolci mani, che tanto hanno fatto per la nostra famiglia.
E' indescrivibile la disperazione che provo, capendo che non avrò più l'opportunità di vedere crescere nostro figlio, di vederlo studiare, di non poter più giocare con lui... Cosa gli dirai? E quando capirà perchè me ne sono andato capirà o mi odierà?
In questo momento di desolazione mi pongo delle domande...Avrò mai l'occasione di rivedervi? Tornerò più a casa? Rivedrò la mia terra?
Non lo so...so solo che questa barca piena di speranzosi, prosegue il suo cammino e non si fermerà fin quando non saremo giunti a destinazione.
Ma una volta arrivato cosa farò? Cercherò di trovare lavoro e una piccola abitazione dove poter vivere...
Il mio futuro è un mistero e il mio passato andrà via via scomparendo...
Ciò che mi resta è la speranza...la speranza che un giorno possa riabbracciarvi.
Questa potrebbe essere l'ultima volta che ti scrivo...il tal caso ricorda...tu e nostro figlio, rappresenterete per sempre la cosa più importante per me e che nonostante i chilometri che ci dividono, io sarò sempre accanto a voi a proteggervi.
Baci
                                                                                                       
 
Francesco Mandorino
 
 
 
 
 
Cara Lucia,
Il tempo vola senza di te, ogni giorno è vuoto senza il tuo sorriso che mi regala un po’ di felicità in un mondo pieno di odio e di avidità. Penso ancora a quelle giornate spensierate passate insieme e riecheggia nella mia mente la tua voce, la tua candida voce e la tua spensieratezza mi incute speranza, quella speranza di rivederti prima o poi. Il pensiero di stare lontano da te per molto tempo ancora mi fa sentire male, mi mancano quei giorni in cui il tempo non passava mai insieme a te, in cui anche un minuto mi faceva sentire pieno di gioia. Ma la cosa che mi manca di più sono i nostri figli, Marco e Giovanni, come stanno?gli manco?credo che sono diventati ormai grandi, Marco gioca ancora a pallone come sempre no? E Giovanni che fa?. La cosa che mi fa stare male di più è non poterli vedere crescere, di aiutarli ad affrontare le difficoltà e giocare insieme a loro. Ora sono qui, senza nessuno, senza nessun amici, senza nessun parente, solo; sbattuto da una parte all’altra come le onde dell’oceano e guardato con un occhio strano dagli altri, come se avessi la peste o qualche altra malattia. Vengo trattato come un cane, forse anche peggio, costretto a lavorare mattina e sera senza alcuna pausa per 36 miseri euro a settimana.
Anche qui le cose stanno diventando molto difficili, la crisi si fa sentire e sono iniziati i primi licenziamenti. Spero che le cose andranno bene anche se non sono molto fiducioso.
Credo che non ti scriverò più per un po’ di tempo in quanto non trovo più il tempo e ora sto iniziando anche un altro lavoro serale. Baci.
 
Marra Andrea
 
 
 
 
Cara mamma, lì
Tutto bene?
Noi siamo appena giunti
In Italia,
il paese che dovrebbe
cambiarci la vita!
Speriamo che sia come dicono,
un paese ospitale dove saremo accolti
in modo positivo.
Ho conosciuto tanti ragazzi come me
Nel corso del viaggio, che a proposito
È andato a buon fine, anche se avevo
Poca fiducia della nave, visto le sue condizioni.
Però arrivando qui la mia prima impressione
È quella che il comportamento degli italiani
Verso noi immigrati clandestini, non è come quello descritto.
C’è molta diffidenza mamma, non so se riuscirò
A resistere ancora molto con tutta questa
Pressione e attenzione su di me.
Poi mi metto a pensare a quello che ho lasciato,
e questa terra è come il paradiso rispetto a quell’inferno.
Spero che ci sia un modo per
Procurarmi unposto dignitoso
In questa nuova società cui appartengo ora,
anche partendo dai lavori più umili.
Ciao Mamma!!!
Ti voglio Bene!!!
 
 
Onore Marco
 
 


Caro Lionel,
sono il tuo vecchio amico di infanzia George, ricordi? Andavamo nella stessa classe alle elementari. Poi, per motivi familiari, sono dovuto tornare nella mia patria e da allora non ci siamo più rivisti, né sentiti... Avrei voluto tanto scriverti, confidarmi con te e parlarti della situazione in cui mi trovo e quanti brutti momenti ho passato in questi anni... Ma purtroppo qui non c’è un attimo di tregua, non si riesce a intravedere uno spiraglio di salvezza, una speranza. E’ una guerra continua: case che saltano in aria, botti di cannone, mitra e mine antiuomo. Non si sentono altri rumori nelle mie giornate e quelle dei miei familiari, ormai rimasti in pochi... Siamo costantemente agitati, ogni rumore che sentiamo, anche un vaso che cade, ci sembra uno sparo, un colpo diretto verso di noi. Siamo terrorizzati. E poi le polveri provocate dagli spari, ci stanno facendo ammalare... Mio padre è morto di tumore, mia madre è stata uccisa da un proiettile vagante, i miei fratelli non ci sono più eccetto quello più piccolo che fortunatamente è sfuggito all’esplosione. Siamo rimasti in 4, io, mia moglie Clara, la mia piccoletta Sheila e Richard. Non vorremmo continuare a rischiare la vita... E’ una sfida continua per la vita o la morte.. Ho deciso. Parto. Torno in Svizzera. Non so quando, ma il più presto possibile cercherò di partire. Prenderò con me le mie ultime cose rimaste e i miei parenti e ti raggiungerò. Non preoccuparti per la mia sistemazione, l’importante è che ci allontaniamo da questo inferno. Sono disposto anche a dormire sotto i portici pur di non dover vedere spettacoli disgustosi quotidianamente.
Spero solo che tu riceva questa lettera per farti capire quanto ho sofferto in tutto questo tempo.. Intanto ti abbraccio con la speranza di rincontrarti presto.
 
                                                                                          Con affetto,
                                                                                            George
 
Acquaviva  Agostino
 
 
 
 
Mamma,ho abbandonato te e il mio paese, ho spiegato le mie ali e sono volata via da tutto quello che era il mio mondo, la mia vita. Ora sono qui, su una barca e non posso far altro che sperare...Già,  la speranza è l' unica cosa che non mi abbandonerà mai. Vado in Italia, mamma, ho sentito dire che è una bella terra, forse un giorno tu mi potrai raggiungere e così insieme ricominceremo a vivere. Ho fame, freddo, mi sento sola e...ho paura. Mi basterebbe un tuo abbraccio, una tua carezza e le mie angosce svanirebbero, proprio come quando ero piccola e piangevo per quel ginocchio sbucciato, tu eri lì per me. Non so dove ho trovato il coraggio di lasciarti, abbandonarti, in quella terra che a me ha dato così poco; forse nell' immaginario che un giorno la tua farfalla, con quelle stesse ali che l' hanno portata via da te, ritorni più bella per volare ancora una volta insieme.
                                                                     Tua piccola farfalla piena di speranza.
                               
De Lorentis Cinzia
 
 
 
Lettera di un militare della guardia costiera alla moglie.
 
Ciao amore mio,
sono davvero stanco,non immagini neppure quanto. Saranno due giorni che non dormo o pure di più, è incredibile il servizio qui a Lampedusa. Ci sono giorni di calma alternati a giorni di soffocante lavoro,come questi ultimi: le carrette del mare,cariche di persone di origine nordafricana,si susseguono una dietro l’altra,pare facciano a gara. Pensa amore mio che sono tre nelle ultime 15 ore!Di sicuro gli scafisti approfittano delle acque poco agitate per compiere le loro illegali traversate del Mediterraneo verso le coste italiane. Qualche ora fa abbiamo finito di prestare soccorso all’ultimo barcone. Scandaloso un’imbarcazione piccolissima che sopportava il peso di 80 persone,pensa un po’ 80 persone in pochissimo spazio,ammassate come cani in una gabbia,sguardo vuoto e spaventato. Persone dalla carnagione scura ma che,a causa dei cattivi odori avevano una pelle piuttosto chiara,vesta fradicie di acqua e altro. Da rabbrividire. Ci trovavamo nel nostro consueto giro di perlustrazione notturno della costa, sembrava tutto tranquillo ma purtroppo era una calma apparente,ci siamo trovati quasi subito alle prese con degli scafisti che senza il minimo ritegno per le povere persone che trasportavano hanno tentato di sfuggirci,facendo cadere in acqua quegli individui più deboli e che non resistevano ai forti scossoni delle scafo. Fortunatamente li raggiungemmo subito. Una volta a riva alcuni di noi pensarono ad affidare alla giustizia i gli scafisti mentre io e altri colleghi iniziammo a far scendere gli immigrati. Alcuni per paura opponevano resistenza altri invece no,capirono che con il nostro aiuto avrebbero sollievo e ci seguirono senza opposizioni. Dopo neanche un’ora tutti gli sfortunati erano al sicuro nel centro di accoglienza temporaneo e noi colleghi,colleghi i sventura direi in quanto ti assicuro amore mio che è struggente lavorare in queste condizioni,si entra a contatto con la realtà di persone veramente bisognose che per disperazione e per speranza verso un futuro migliore vengono qui da noi in cerca opportunità di rifarsi una vita, tornammo nei nostri alloggi stremati. Ma certi,nonostante la stanchezza,di passare una notte in bianco per l’esperienza vissuta.                                                                                                                                                                                                                                                                          
Baci
 
Tuo Massimo
 
De Matteis Antonio
 
 
 
Figlio mio ti lascio andare via..
Via da me..
Da questo mondo..così
brutto..meschino..misero..
Ho la speranza nel cuore..
Che quella piccola barca ti porti verso ciò che hai sempre sognato..
Fin da bambino…quando eri così piccolo..ma già così grande..
Mi dicevi di quanto sia meraviglioso il mondo..
Se solo il suono di quella bomba in lontananza..
Così assordante..e sempre uguale..
Non disturbasse il nostro silenzio…
Ma pensavi al sorriso il un bambino..
All’abbraccio sincero di un amico..
All’amore…alla vita..al bene di una donna
Alla luce di un mattino..
E il tuo cuore continuava a battere di speranza..
Ora dovunque tu sia..chissà dove…in quale posto dell’oceano
A leggere queste poche righe..
Ricorda figlio mio che il mio cuore
È in quella piccola valigia di cartone..chiusa con dello spago..
In quelle foto che custodisci nella tasca accanto al tuo cuore..
Sarà sempre li..
                                                                             
Con la voglia di rincontrarti  …Un giorno...
..Un abbraccio..
 
Blandini Michaela
Homepage gratis da Beepworld
 
L'autore di questa pagina è responsabile per il contenuto in modo esclusivo!
Per contattarlo utilizza questo form!