T.P.T Performance

Quello che leggerete, se avete un pò di tempo, è il testo per una performance scritta da noi ragazzi della 2 C in cui abbiamo voluto immedesimarci in quelle persone che abbandonata la loro terra si ritrovano nella condizione di "IDENTITA' SOSPESA".

Sono Storie di emigrati ed emigrazione dove abbiamo cercato di mettere  a fuoco la verità, o parte di essa, la fuga dalla terra di origine, le sue ragioni, la memoria, il conflitto, la reazione di chi è restato, gli stati d'animo di chi è in fuga e di chi accoglie.

 Testo collettivo per una performance 2°C  liceo scientifico A. Vallone Galatina

 
La memoria delle immagini
SPORCO NEGRO 
Dalle 9.30 alle 21.00
Un uomo finge ogni giorno;sempre lo stesso scorcio della bella Notre-Dame, sempre la stessa baracca di cinesi e sempre lo stesso pezzo di pane in mano, che dopo quasi mezza giornata pesa più di un macigno.
“Sono uno straniero, solo uno sporco negro, che lavora per uno stupido datore milionario che si abbassa a dare da mangiare ad uno sporco negro in cambio di un’ulteriore pubblicità-umana per l’encomiabile operato della sua encomiabile azienda.
Non posso pretendere di più. Sto fermo lì mezza giornata a farmi prendere in giro dai soliti viziati maleducati fanciulli, ad essere oggetto di risatine e di schernimenti.
Non sia mai che io mi possa permettere di guardare il fondoschiena di una bella passante o di rompere il mio incessante stillicidio giornaliero dando un morso a quel maledetto panino che mi tiene compagnia.
Ma al mio encomiabile datore di lavoro uno sporco negro non interessa ed è solo una pecora nera per l’encomiabile operato della sua encomiabile azienda.
E sia.
Sono uno dei tanti Pierrault di Parigi … E vado a dormire adesso.
Domani mi aspetta la bella Notre-Dame, la solita balacca di Cinesi … e l’infame panino”.
Lorenzo Augusto Prete
 
 
La gioia di una festa
La gente quando è in festa/una grande gioia manifesta.
C'è chi suona e c'è chi balla,/mentre i bambini giocano a palla./Molto spesso gli innamorati/ dall'amore son rubati./Dopo tutto questo divertimento,/è il momento di un altro bel momento,/quello di immortalare le foto da ricordare,/ma se è un giorno così speciale,/la torta di certo non può mancare!
Giovanni De Pascalis 
 
 
Il matrimonio: la festa più importante nella vita di una donna
Cosa starà pensando la sposa?così bella, così agghindata (sistemata) per il suo uomo...chissà quanta felicità circonda quel momento,quanta attesa e preoccupazione si nasconde dietro l'abito bianco. Dietro quel sorriso che appena si intravede.
Una scia gialla trancia il busto dell'uomo che le sta accanto e punta contro la sposa...una stella che cade sulla terra intatta e che continua il suo cammino quasi avesse un obbiettivo ben preciso...il paese tutto intorno prende fuoco e in un angolo, in basso macerie. Un tocco di nero tra tutto quel giallo e quel rosso...la mano scivola velocemente sulla foto,come scivolavano le onde che l'hanno consumata e fatta arrivare a noi...che l'hanno portata via dai suoi proprietari e che in essa confidavano la speranza di mantenere dei ricordi,le loro origini,le usanze che hanno portato con loro quando arrivarono in Italia e che magari ora vedono  solo come un ricordo lontano...per colpa proprio del mare...è stato così crudele con loro...gli ha strappato l'essere,la vita precedente.
 Manco Martina
 
 
Una foto tra le mani: due uomini abbracciati. Parenti, forse amici.
Una festa
Feste, cerimonie, ritrovi... compagnia, felicità, divertimento. 
Una casa: allegria, cordialità.
Spensieratezza che, anche nei momenti più tragici, invade il nostro animo, facendoci dimenticare tutti i problemi che ci affliggono e portando un raggio di sole nei nostri pensieri.
Una festa. Cosa c'è di meglio di una bella festa per stare insieme? Parlare, cantare, ballare..
Potersi sfogare; uscire dai ranghi, dal solito logorio della vita.
Ma non è tutto.
Alla spensieratezza, forse superficialità, si accompagna un senso di dispiacere, di ricordi, di passato, cancellazione di quelle che sono le cose più importanti: i nostri ricordi.
Una foto sfocata... la degradazione del tempo che cancella le cose... il tempo, che cancella i ricordi. I ricordi, che sono l'unica cosa che ci tiene ancorati al passato. Senza i ricordi, cosa saremmo? Delle persone senza passato, senza origini, senza un inizio. Come si può pensare al futuro, se manca passato?
Ah! I bei tempi passati, i tempi che furono... tristezza, solitudine, dar luce ai ricordi che si temono perduti (sentirsi tristi, soli! schiarire nella mente ricordi che ormai si credevano persi per sempre.)
Ma in fondo... cos'è il tempo ? qualcosa di dannoso per la mente e per il corpo? Se non ci fosse il tempo, non ci sarebbe nemmeno la vecchiaia e si vivrebbe senza la paura del passare degli anni, più tranquillamente.
Ma il tempo esiste.
Ma possiamo bloccarlo.
Una fotografia ferma per sempre il tempo in un’immagine.
Il tempo è stato fermato a quello che forse, era un momento felice, nella vita di qualcuno.
Francesco Mandorino
 
 
La spiaggia, il mare,
le onde , il vento,
foto sommerse dalle acque,/immagini perdute da persone/piene di speranza.
Ricordi di momenti felici/ormai lontani./Alle spalle: /una famiglia,/un paese che avrebbe potuto dare di più,/davanti:/la solitudine e una terra che non ti conosce/e forse non ti capirà.
Immigrati,/milioni, miliardi,/un unico desiderio:/una vita migliore.
 La foto sembra quasi una macchia che sta per svanire, circondata  dal fuoco. L’armonia familiare racchiude il tutto. Il dolore provato  nell' abbandonare il proprio paese e nel perdere queste foto sembra essere rappresentato dalle innumerevoli macchioline che la circondano. Gli immigrati lasciano il loro paese per diverse ragioni ma tutte accomunate da un unico desiderio: quello di una vita migliore. Penso che con le parole non si possa spiegare il sentimento che provano quelle persone, deve essere qualcosa di indescrivibile e di troppo forte, una sorta di macigno sul cuore che impedisce di essere felici
 Cinzia De Lorentis
 
 
Restituire un pezzo di vita.
Un parco, una città.
Un uomo
La donna al suo fianco che cerca conforto.
Una foto usurata dall'acqua marina,
ruvida al tatto per quanto è consumata.
Malinconia, per chi ha perso i ricordi e non li può ritrovare
.Stefano  Palumbo
 
 
COME SE...
Mi capitò tra le mani una foto rovinata dalla salsedine./Al primo batter ciglio non capii cosa fosse…/Mi suscitò parecchie,varie emozioni./ Intravidi una donna e un uomo/non felici,/sereni.
Sembrava come se la loro normalità/stesse prendendo fuoco./Come fosse tutto sul punto/di bruciare,/svanire. 
La girai da una parte, /curiosai dall’altra,/la scrutai sopra e sotto.
Era come se qualcuno per rabbia o per invidia/avesse buttato con violenza questa foto/sotto un camino ardente,/forse malinconico di quei momenti/oppure geloso della loro tranquillità d’animo.
Come se,/circondati da una sfera infuocata,/si dissolvessero pian piano,/proprio come se stessero scomparendo /nella lucente palla del sole.
Adriana Gatto
 
 
 A volte il sorriso di alcune persone, può essere strappato via dalle loro labbra in un solo istante.
A  volte basta poco affinché la vita di una persona cambi; la morte del proprio figlio,del proprio compagno, la partenza di un proprio caro; a volte anche una brutta notizia, un brutto voto, il ‘tradimento’ del tuo migliore amico.
Sono tutti ostacoli da superare, problemi da affrontare, gare da vincere, sfide da superare.
A volte non è importante superare queste difficoltà, si può anche convivere con il proprio passato, perché come sappiamo tutti nulla si dimentica, ma l’importante è lottare, l’importante è continuare a VIVERE!
Luca Della Ducata
BALLATA DELLA SPERANZA
La melodia suonava
Tra le luci soffuse della notte.
Su un balcone grigio chiaro
Lontano dall’immensità del mondo.
Solo loro due
E le loro ombre danzanti.
Mano nella mano,
il lucente lampadario
illuminava le loro figure
con un soave sfavillio di colori.
Lui e la sua camicia verde a quadri,
lei e la sua giacca macchiata di rosso.
Verde e rosso,
la speranza e la passione.
La speranza di un nuovo inizio,
la speranza spensierata di chi aspira alla libertà,
di chi vuole crearsi una nuova
vita,
lontano dalla patria,
lontano dai sogni puerili,
lontano dai luoghi dell’infanzia;
quella
speranza nata dalla disperazione.
La disperazione che ti costringe a fuggire,
fuggire dal proprio Paese
che
non ti può esser d’ aiuto
ma solo di rovina.
E lontano dalla tua patria, lo rivedi con nostalgia
come una Zacinto irraggiungibile
 Emanuele Caputo
 
 
E ricordo il suono del mio mandolino…
Tin, tin, ton, tin.
Mi rallegravo, entrava nel mio cuore, come un’onda, una di queste che ora si infrangono sulla nostra imbarcazione, sulla mia speranza, sulla nostra speranza.
Onde stesse che potranno salvarci o potranno ucciderci.
Onde che ci rubano alla nostra terra, onde che potranno essere la nostra fine o l’inizio di un’altra vita.
Chissà se rivedrò questi monti, la mia terra, chissà se rivivrò quei momenti, che ora scorrono nella mia mente, nel mio cuore, e mi colpiscono.
Non ci avevo mai pensato.
Ogni esperienza da me vissuta mi ha arricchito, ha rafforzato le mie radici, impiantandole sempre di più in quella che è stata la mia casa. La mia tana in cui trovare riparo.
E che ora io abbandono lei, lei abbandona me.
Una separazione, un dolore, una speranza.
 Gigi Congedo
 
 
“IL CIELO PIANGE”
Si affacciò alla finestra,
e osservò attentamente:
vide i soliti alberi, i soliti cespugli,
le solite case bianche.
Tutto era uguale.
Il cielo minacciava pioggia,
questa, l’unica cosa insolita.
Abbassò la testa, triste e amareggiato,
non era la solita visione, allegra e soleggiata.
D’ un tratto, la ringhiera si bagnava...
Il cielo cominciava a piangere,
e lui, in cuor suo,
sentiva di fare lo stesso.
Ma, alzando lo sguardo d’ improvviso,
un brivido di gelo sul suo viso.
Il cielo piangeva candidi fiocchi di neve
E a poco a poco
Tutto il paesaggio stava imbiancando.
Di colpo sorrise..
Per la prima volta
Si rallegrò,
nel  vedere il cielo,
piangere...
 Agostino Acquaviva 
 
 
IMMIGRATI
Un'impronta digitale,/un segno intatto nel tempo,/un ricordo felice del passato./Due persone che si elevano all'altare,/sperando in un futuro migliore/si lasciano una vita alle spalle/e tessono i fili di una famiglia./Felicità, gioia/sono sensazione istantanee/durano solo un minuto,/un minuto dico solo un minuto,/poi svaniscono come palloncini lanciati in cielo./Due bambine accompagnano la sposa,/con una candela accesa,/una luce in contrasto con l'atmosfera cupa e buia./Sarà un segno del destino?/Dio che ci vuole illuminare /e far aprire il nostro cuore?/E allo stesso modo un immigrato/abbandona la sua vita,/una parte che le appartiene,/le radici del suo passato,del suo io, di se stesso/e intraprende un tugurio infernale/o l'inizio di una nuova vita.
 Debora Palmieri
 
 
E’ la domanda che si pone Uno dei tanti “politropi Ulisse” che solcano il Mediterraneo in cerca di salvezza, lasciandosi alle spalle i ricordi della bella Africa.
Come si fa a sognare?/Io l’ho dimenticato …/Tempo fa non avevo bisogno di sognare … Lo facevo ad occhi aperti.
Effettivamente si sogna per rendersi astratti e rendere ciò che ci circonda bello ed impossibile, a volte surreale.
Un fuoco, in mezzo, illuminava le canne di bambù, belle, alte, solitarie, che quasi coprivano la vista di un albero in lontananza, l’albero più bello, più grande, più strano
Sì, era strano, come me, era grande e si diramava in più folte chiome ed era storto, andava a destra, poi a sinistra, ma … ma aveva radici forti, salde, virili, affondate nella propria terra …
Il Sole, il mio Sole era sempre alto, come le giraffe, ed era sommo, come il leone e, e aveva anche un’anima, il mio Sole, l’anima tribale che incarna il sangue e le culture delle mie tribù, la grinta animale e lo spirito del fiume.
Ma adesso non ho più niente di tutto ciò, tranne il ricordo che mi accompagna e mi ripete urlandomi silentemente che io un tempo non avevo bisogno di sognare … o di sperare … E cosa avrei dovuto sperare? Magari l’amore di mia moglie e di tre bei figlioletti, l’eternità del mio padre Sole, e poi? Cos’altro?
Adesso devo invece pregare umilmente affinché io abbia la possibilità di vivere e l’opportunità di lavorare.
Per giunta in un paese che non è il mio … Non posso più sognare! Non ho più la luce negli occhi e non sono felice perché non ho la mia famiglia, il mio fiume, il mio Sole …
 Lorenzo Prete
 
 
Finito e infinito, un quadro meraviglioso. Definito e indefinito, linee amorfe si agitano nello spazio, forme contorte, visi senza alcuna emozione. Frasi incomprensibili nello spazio, incongruenze. Cercare di comunicare senza essere compresi.
Federico  Giaccari
 
 
Donna…
Donna che tanto hai amato,/che tanto hai conosciuto,/che tanto hai lottato…/che tanto ora stai lasciando./Donna …/Donna che corri via da un destino segnato,/da una vita di sacrifici,/da un futuro di prigionia…/da una morte fatta di rancore./Donna…/Donna che lasci la ''tua vita'',/la persona che/ti ha reso felice,/che tanto hai amato…/che ora vedi come la tua nostalgia,/come un sogno strappatoti/durato troppo poco./Donna…/Donna che con il rimpianto,/con ferite che/ ancora/sgorgano sangue, /con i piedi sporchi e nudi,/con i tuoi occhi pieni di speranza,/hai toccata la nostra sabbia…/dove tanti uomini prima di te /avevano lasciato la loro impronta…/Donna…/Donna/che tanto hai lavorato,/tanto  hai mentito,/tanto hai fatto per un pezzo di pane,/tanto hai fatto per intravedere un raggio di luce./Donna…/Donna che ora stai per rivedere il tuo amore…/guardi indietro e non capisci perché il mondo/è tanto falso,ingiusto ed egoista con il tuo popolo…/e non ti resta che coprirti di stracci e di carta /e aspettare con ansia… /il momento della fine della tue sofferenze…-
 Martina Manco
 
 
DESTINO
Antonio- destino,
coro-Triste e dannato
A- destino
Voce femminile- abbattimento di un dolce sogno,
A- destino
voce femminile- il sogno di una vita in pezzi.
A- MALEDETTO SIA IL MARE.
coro- CHE ha spezzato l’amore.
Voce femminile- BENEDETTO SIA L’AMORE
A- CHE ANCHE  la lontananza  manterrà vivo.
Antonio e voce femminile insieme- Amore, interrotto
coro- sorte Ignota, oscura e difficile
seconda voce maschile- ECCO l’uomo vestito di nero che,
come il corso del tempo aspetta, aspetta pazientemente di poter compiere la sua opera.
Seconda voce femminile- L’ombra della gru destino poco chiaro fatto di: fatica,resistenza fisica, mentale
Antonio- e grande solitudine.
Coro- Scuro e inevitabile destino.
 Antonio de Matteis
 
 
Sono qui adesso..ferma...immobile..eppure la mia testa va ovunque.. E mi ritrovo su questa nave da crociera -di ritorno da una vacanza..-Oggi sarà questo cielo la mia stanza...e-tra poco inizierà la battaglia...-una strana battaglia..così bella..-dove la sera prenderà in ostaggio il Sole...-e sembra quasi un ballo..-dove le nuvole avvolgono un Sole stanco..-facendolo annegare sotto il mare..-Gli ultimi raggi penetrano le nuvole...-raggi che san di evasione...-sembra non volerci abbandonare..-Raggi ribelli, invano, si aggrappano ad un non so ché...-Il confine..dove si fondono la luci e il buio..dove emerge il mistero..-e poi...le stelle..-Impossibile non farsi affascinare..-E sta per finire un altro giorno..-e io qui...a guardarmi intorno..-che so qual'è la meta di questo ritorno..-ma, in fondo, non so dove sto andando..-in questa  rotta che è la vita...  
 Michaela  Blandini 
 
 
LA NOSTRA VITA
La vita, ogni forma di vita-Porta con sé qualcosa di magico, di bello,-di unico.-Per non parlare della grandezza, della bellezza-E dell’ unicità di ogni persona umana.-Ognuno di noi, ha una storia da raccontare,-da sentire e da vivere, -con tutti i  cinque sensi...-Storia, che però prima o poi finirà,
ma che lascerà un’ impronta,-non svanirà,-come un’ orma sulla sabbia.-Perché ognuno di noi,-è unico e irripetibile e,-ogni cosa che vedi, senti, tocchi,-ascolti...-può fare di te, un essere diverso, -e più ricco.-Quindi, apri gli occhi,-apri le orecchie,-allarga le braccia:-contempla la bellezza di ogni cosa-e di ogni persona...
Agostino  Acquaviva
 
 
 IL DONO DEI FIGLI
Un figlio,/goccia di vita,/frutto del desiderio,/sogno di vita,/realizzato dal cielo,/luce  a quel sorriso,/il sorriso di una madre,/dinanzi al frutto del suo grembo,/il contatto con quella dolce vita,/con la stella più luminosa del creato,/Lì, nelle sue mani, quel suo sorriso mentre la osserva,/e lo sguardo di un padre, /fierezza. Orgoglio, la visione di un erede,/di colui che continuerà il suo creato./Ed eccolo qui,/il pargoletto./Ora è lì, accoccolato contro il petto del padre,/Così indifeso,/ma il suo cuoricino è già pieno di gioia:/gioia di vivere, di crescere,/fiero del nome che egli porta,/fiero di potersi creare un futuro./Chi sarà?/Un principino, forse un calciatore,/forse un semplice pittore,/e chissà che forse anch’egli potrà trovare/l’onore ed il piacere di essere/un giorno, forse lontano, padre.
 Federico Scrimieri
 

 

 
 
Figlio mio ti lascio andare via..
Via da me..
Da questo mondo..così
brutto..meschino..misero..
Ho la speranza nel cuore..
Che quella piccola barca ti porti verso ciò che hai sempre sognato..
Fin da bambino…quando eri così piccolo..ma già così grande..
Mi dicevi di quanto sia meraviglioso il mondo..
Se solo il suono di quella bomba in lontananza..
Così assordante..e sempre uguale..
Non disturbasse il nostro silenzio…
Ma pensavi al sorriso il un bambino..
All’abbraccio sincero di un amico..
All’amore…alla vita..al bene di una donna
Alla luce di un mattino..
E il tuo cuore continuava a battere di speranza..
Ora dovunque tu sia..chissà dove…in quale posto dell’oceano
A leggere queste poche righe..
Ricorda figlio mio che il mio cuore
È in quella piccola valigia di cartone..chiusa con dello spago..
In quelle foto che custodisci nella tasca accanto al tuo cuore..
Sarà sempre li..
                                                                             
Con la voglia di rincontrarti                                                                                                                 …Un giorno...
                                                                                                                  ..Un abbraccio..
 Michaela Blandini
 
 
Nel cuore i compagni perduti
gli affetti spezzati,/nella mente l’ignoto,/negli occhi una striscia di speranza,/Clandestini nascosti/sotto le onde impetuose del mare,/annegati negli abissi dell’indifferenza./Spargono tracce di sangue lungo il cammino,/inghiottite dalle acque,/svanite verso l’orizzonte./Fantasmi,/inavvertibili,Clandestini.
 Andrea Marra
 
 
EMIGRANTE  di Giovenale Nino Sassi
Voce profonda: Conosco storie /e odori di terre diverse; /colline verdi, /ieri /fresca acqua di fonte; /vecchia casa ad angolo sul mondo /da te partono /le mie traiettorie /sempre /il giorno dopo il riposo.
Alessandro Gaballo
 
 
Eccolo lì,/pelle bianca,/abiti logori,/sguardo disperso,/passo insicuro,/come quello del bimbo/che impara a camminare./È lì,/in mezzo alla folla,/ma per lui è come trovarsi in mezzo al nulla,/nel deserto./Alza lo sguardo,/osserva coloro che seguono il corso delle proprie vite,/chi vende, chi compra./La folla dinanzi a lui si apre,/si dividono come le fluenti acque del mar Rosso biblico./Sono uomini come lui nella carne/ma è nello spirito, nell’anima,/che lui si sente alieno,/diverso, invisibile./Ed è proprio così che gli altri lo vedono,/anzi, non lo vedono quasi!/È come un fantasma lo straniero,/tutti lo evitano,/come la lepre evita il lupo affamato,/come per paura/di subire punizioni/rivolgendogli parola./La paura del diverso,/di sentirsi accusato dall’altro,/solo perché magari, /come spesso il cuor ci comanda,/tendiamo una mano al bisognoso,/al meno fortunato,/al debole…/L’indifferenza:/la forma più brutta d’omertà./Ma ormai lo straniero è andato via,/sparisce dagli occhi di quei presenti,/nessuno se ne preoccupa più!
 Federico Scrimieri
 
 
Ricordi, sensazioni di un uomo, che ha passato la sua vita emigrando, e che tristemente ricorda tutti i paesaggi che ha visto ed incontrato, ed ha nostalgia della sua vecchia casa, anche se è consapevole di quello che gli spetta, e che purtroppo ogni notte sarà per lui l'ultima in quel posto, e che ogni giorno sarà un'agonia, perché dovrà viaggiare in continuazione senza una meta, in cerca di un luogo dove fermarsi e provare a godersi quello che gli rimane, di una vita trascorsa come una continua "fuga". L’amarezza d'un pover' uomo, che non ha assaporato il dolce gusto della vita. Il giorno dopo il riposo
 Alessandro Gaballo
 
 
IL TEMPO CHE PASSA E NON RITORNA
No! No! No!/Il tempo passa,/passiamo noi e le nostre speranze, /i nostri ricordi e/i nostri sogni,
non ce ne accorgiamo,/restiamo illusi in un’ insolita infinità!/Fino a ieri ero li,/seduto su quella panchina,/in mezzo al verde,/nella mia spensieratezza,/e ora sono qui/carico di pensieri, dubbi e perplessità /su questa barca,/croce o delizia del mio futuro./E il mio passato,/che pesa come un macigno/sulla mia coscienza,/sulle mie scelte e/mi ritorna in mente,/mi pesa, non so che fare,/vorrei tenerlo per sempre con me,/nel mio cuore e nei miei occhi;/è stato il primo foglio della mia vita,/ forse il più importante, /forse quello che mi ha segnato di più./Ma è passato,/e come tale non si può rivivere,/non si può rimpiangere,/si deve solo accantonare e/cercare di riviverlo nel futuro e nel presente,/ma non come un passo indietro,/ma come una speranza per la nostra identità
Gigi Congedo
 
 
Voce di donna- Pane  di Giovenale Nino Sassi
Parla tutto straniero,/qui,/le case, le strade,/le insegne dei negozi,/la gente. /Sto qui ma non capisco/ e sorrido quando parlano,/mimo,/raccontando in italiano/quello che chiedo:/pane, pane....
 
La vita,/si puo vivere in molti modi,/con la propria famiglia,/le persone care,
con gli amici che ti vogliono bene./Questa è una vita felice,/ma nn vi è tutta questa felicita nel mondo /molta gente vive da sola,/in condizioni disumane,/senza nessuno che gli vuole bene,/che gli/sta accanto,/senza aver dei soldi/per un piccolo pezzo di pane, /non è una bella vita
 Matteo Basato
 
 
 Cammino lungo un viale,
tutto mi sembra sconosciuto,
un mondo che non ho mai vissuto,
un mondo che non mi appartiene,
un mondo che non mi rispecchia.
Mi sento come un insetto
che ronza attorno alla gente,
un insetto molto fastidioso.
Mi sento osservato da tutti,
mi lanciano sguardi incomprensibili
quasi fossi un malato,
una persona a parte,
un essere in disparte.
Forse sarà stato un viaggio inutile,
un modo per mettere una pietra sul passato
e dare spazio al presente?
Ho fame,
vorrei un pezzo di pane per i miei denti,
vorrei un luogo sicuro, accogliente,
vorrei provare a costruire una vita,
una carriera
come ogni uomo desidera.
Vorrei... vorrei...
vorrei raggiungere la felicità
Debora Palmieri 
 
 

Vivere la vita da soli/essere soli,/come cani, che vanno in cerca/di un padrone,
a cui volergli bene,/coccolarsi,/e proteggere./La solitudine di un ragazzo/che combatte,/che vuole cambiare,/che vuole amare,/non si può.
 Matteo Basato
 
 
Tentare di comunicare ma senza essere compresi,la speranza di cambiare, di cambiare vita;di lasciarsi ogni cosa alle spalle. Lì su quel molo sogni e speranze,aspirazioni future cosi irrealizzabili. Li una vita vissuta da lasciarsi alle spalle,da tentare di dimenticare. Non tutta da dimenticare. Ci sono cose che non vuoi lasciarti alle spalle,cose che ti hanno cambiato la vita:tua moglie, i tuoi figli. Li ritrovi solo in una foto. Ed ora sei li, su quel molo,assieme a migliaia come te,cercando di essere compreso.
Voce imperiosa- Storie di Immigrati, Storie di sfruttati, Storie di Condannati: Anche gli uccelli migrano, alla sua ora, se nella loro terra, non c'è cibo per mangiare.
 Federico Giaccari
 
 
Arrivano di notte, infreddoliti dalle rigide temperature notturne, giungono su barche o su gommoni poco sicuri e molti, a causa delle condizioni malsane durante il tragitto perdono la vita.
Questi sono gli immigrati, che a causa dei loro sbarchi hanno creato una gran confusione nel nostro paese.
Il fenomeno dell’immigrazione, molto diffuso in Italia, è un problema molto serio che   non può essere preso sotto gamba.  Noi pugliesi lo viviamo tuttora sulla nostra pelle e sto vedendo nascere nell’animo dei cittadini come una sorta di diffidenza verso di loro e come se la loro presenza stia causando la crisi economica che oggi è presente in Italia. La città di Otranto ha visto i primi sbarchi nel lontano marzo del 1991 e li vede tuttora.
Ancora oggi migliaia di uomini, donne e bambini lasciano la loro terra, la famiglia, i loro ricordi e i loro affetti in cerca di aiuto, si imbarcano su barche o gommoni e non sempre, purtroppo, arrivano vivi.
Questo è un fenomeno che deve essere assolutamente controllato dallo stato italiano oltre che trovare un modo di aiutare questa povera gente nel trovare un lavoro in modo tale che anche la nostra economia ne tragga beneficio o di cercare, quando è possibile di rimandarli in patria. 
Uomini, donne o bambini fuggono dalla loro terra per cercare rifugio nella nostra come rifugiati politici perché il loro territorio è dilaniato dalle guerre.
Lo stato italiano dovrebbe creare delle strutture in cui questi uomini possano imparare un lavoro e una volta usciti da li essere subito pronti per integrarsi nella comunità e dare una mano alla società. Credo che solo così il cittadino italiano possa cambiare l’opinione che ha sugli immigrati, cioè di uomini che vengono per “rubare”il lavoro e per creare confusione e disordine.
Una foto rovinata dall’acqua del mare, quindi poco visibile, ma più che una foto sembrava una tela piena di colori dove il pittore ha dato libero sfogo alla sua creatività.
 Andrea Marra
 
 
 
 
 
 
In un momento di festa ,
solo la gioia resta ;
Di problemi non si parla ,
e tutti insieme si balla ;
Si fan foto e giochini ,
si diverton anche i bambini ;
E con le foto soprattutto ,
si dimentica un evento brutto ;
Ma se le foto vanno in mare ;
non importa non tremare ;
Se qualcuno le ritrova ,
è sicuro che poi ti trova ;
E insieme ricorderete ,
anche se non vi conoscete ;
La gioia che resta ,
in quel momento di festa .
 Marco Onore
 
 
 

 

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